I marò in carcere in India. La Farnesina protesta formalmente

Con un messaggio trasmesso dal Ministero degli Esteri italiano all’incaricato d’affari indiano a Roma, Saurabh Kumar, l’Italia ritiene “inaccettabile” che i due militari del reggimento San Marco siano da oggi detenuti nel carcere di Trivandrum. Il segretario generale della Farnesina, Giampiero Massolo, chiede che venga fatto “ogni sforzo per reperire prontamente strutture e condizioni di permanenza idonee” per i marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.
6 AGO 20
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Con un messaggio trasmesso dal Ministero degli Esteri italiano all’incaricato d’affari indiano a Roma, Saurabh Kumar, l’Italia ritiene “inaccettabile” che i due militari del reggimento San Marco siano da oggi detenuti nel carcere di Trivandrum. Il segretario generale della Farnesina, Giampiero Massolo, chiede che venga fatto “ogni sforzo per reperire prontamente strutture e condizioni di permanenza idonee” per i marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.

Questa mattina, il giudice del tribunale di Kollam aveva ordinato l’arresto dei due nostri connazionali accusati di aver ucciso due pescatori indiani in uno scontro a fuoco avvenuto in acque internazionali lo scorso 15 febbraio. Il magistrato, trasformando il fermo in detenzione, ha stabilito che i due militari saranno sottoposti da oggi a “tre mesi di arresti preventivi”. Godranno comunque di un regime carcerario speciale, dal momento che il console italiano avrà la possibilità di visitarli senza alcuna limitazione. Prima della decisione del tribunale, il premier del Kerala, Oommen Chandy, aveva affermato che “nessuna indulgenza sarà mostrata nei confronti dei due italiani, visto che le prove contro di loro sono incontrovertibili”.
Ascolta il videocommento di Gianandrea Gaiani
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